Open Office, Oracle rinuncia alla versione commerciale

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OpenOffice

Oracle ha deciso: il controllo dello sviluppo di OpenOffice tornerà unicamente nelle mani della comunità. Finisce dunque in fumo il progetto di trasformare la suite per ufficio open source (scaricabile gratuitamente dal sito ufficiale) nella sua versione commerciale, Star Office, annunciato lo scorso settembre a seguito dell’acquisizione da parte del gigante del software statunitense di Sun, che comprendeva all’interno del pacchetto anche la suite OpenOffice e scatenando, tra l’altro, anche una guerra con il concorrente Microsoft. L’annuncio è giunto direttamente da Larry Allison, direttore generale di Oracle.

Ma è il corporate chief architect Edward Screven a spiegare meglio, all’interno del comunicato stampa, le motivazioni della scelta. Almeno quelle ufficiali. ‘Il progetto OpenOffice.org sarebbe meglio gestito da un’organizzazione focalizzata sul servizio è organizzata su base non commerciale’ si legge nella nota. E, comprensivamente, arriva l’esultanza dei fautori del software open source.

Ma la realtà potrebbe essere più complessa. Subito dopo l’acquisizione di Sun, proprio in protesta contro una politica poco trasparente e libera perseguita da Oracle, era infatti nato il fork LibreOffice, che in breve tempo, cominciando i lavori di ripulitura e di sviluppo del codice originario, si era assicurato l’appoggio delle distribuzioni Linux, da SuSE a Ubuntu fino alla futura Fedora (in arrivo nel maggio prossimo). Questa scelta, dunque, secondo alcuni, sarebbe stata dettata dalla volontà strategica di salvare il salvabile prima che il nuovo fork rischiasse di superare la versione ufficiale sul piano dell’attenzione degli utenti.

Alcuni tra gli stessi sviluppatori del software si dimisero in tempi non lontani per dar vita al progetto The Document Foundation. Ancora una volta, quindi, dietro a questo apparente atto di liberazione del software ci sarebbe una motivazione prettamente economica: quella di abbandonare un progetto che rischiava di trasformarsi soltanto in un buco nero di bilancio. Ciò non toglie, comunque, che il futuro possa regalare delle soddisfazioni da questo punto di vista.

Oracle ha infatti confermato la sua intenzione di “lavorare subito con i membri della comunità per promuovere il continuo successo di OpenOffice”, nello specifico continuando a supportare gli standard di Open Document Format (mentre continuerà a lavorare sulla propria suite per ufficio, Oracle Cloud Office). Resta da capire se nella comunità a cui si riferisce Oracle ci sia posto anche per LibreOffice, aprendo così le porte ad una riunificazione dei due progetti, oppure se le due strade proseguiranno parallelamente, con due suite molto simili ma in competizione (un po’ come accade con KOffice e Calligra Suite).

mar 19/04/2011 da Fabrizio Corgnati in OpenOffice, Oracle.

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