Smart TV: 5 motivi per cui rischia il flop

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Smart TV

Qual è la sfida più grande che le Smart TV, ovvero i nuovi televisori abilitati per la connessione ad Internet, dovranno affrontare in questo 2011? Forse la più grande e la più difficile: combattere la FUD (acronimo inglese che sta per Fear, Uncertainty, Doubt, ovvero paura, incertezza e dubbio – n.d.r.) dei consumatori e guadagnarsi la loro fiducia. Dalla Tv targata Apple ai nuovissimi schermi 3D senza occhiali, infatti, l’accoglienza del mercato è stata tiepida e il senso di smarrimento sembra essere il motivo primario. Negli ultimi vent’anni sono stati sempre di più gli ostacoli che gli acquirenti hanno incontrato sul proprio percorso nel momento della scelta di un nuovo apparecchio televisivo. Pensiamo al mercato precedente agli anni 2000: l’equazione era di una semplicità disarmante. Più grande era lo schermo, più bella e costosa era la tv, maggiori le sue prestazioni.

Nel primo decennio del secolo le cose hanno cominciato a complicarsi, ma non abbastanza da confondere radicalmente i consumatori e scoraggiare gli acquisti: si trattava di scegliere tra tv con 720p o 1080p di definizione, e tra schermi a cristalli liquidi o al plasma. Nulla di più: il mercato aveva imparato presto a destreggiarsi tra queste nuove tecnologie e ne aveva immediatamente colto le potenzialità e i benefit che ne derivavano al momento della visione. Ma ora si apre un nuovo decennio ed entrano in gioco le smart Tv e le televisioni con tecnologia 3D. Per le industrie di elettronica questi innovativi dispositivi rappresentano un’opportunità per gratificare il consumatore con caratteristiche e funzioni mai apprezzate prima su nessun apparecchio televisivo e dare, quindi, nuovo impulso al mercato. Ma per gli acquirenti questi ipertecnologici strumenti sono ancora fonte di diffidenza e sospetto.

Alla base di questa sfiducia stanno due elementi fondamentali: la paura di trovarsi di fronte a dispositivi dotati di un ciclo di vita troppo breve a fronte di una spesa elevata, e la difficoltà di gestione e di utilizzo di queste nuove tecnologie. Insomma, a discapito di ogni previsione, l’ultima generazione di televisioni si sta dimostrando non essere oggetto del desiderio, ma piuttosto fonte di preoccupazione per un ampio bacino di utenza e il risultato non può essere che un radicale rallentamento delle vendite. Ma cosa si cela dietro questo inaspettato flop?

È possibile imputare tutto alla situazione economica non particolarmente favorevole che vede un calo generalizzato degli acquisti, in particolare per quanto riguarda i beni costosi e accessori? No, non soltanto. Ci sono almeno 5 buoni motivi per cui il mercato delle smart tv non sta decollando.

Internet in TV? Non sembra semplice

Apple TV

La maggior parte dei consumatori sembra intimorita di fronte alla prospettiva di dover avere a che fare con una Tv che sembra anche un po’ un computer e si chiede quanto sarà difficile far davvero funzionare una smart tv configurandola con ogni altro dispositivo per home theater, dai lettori blu-ray ai decoder per la pay tv, fino agli impianti sonori. Se il consumatore medio ha già mostrato non poche difficoltà nel confrontarsi con l’avvento del sistema digitale terrestre, figuriamoci se andrà a complicarsi la vita acquistando un apparecchio ipertecnologico solo per seguire “Chi vuol essere milionario?”. L’obiettivo delle case produtrici, alla luce di tutto ciò, dovrebbe essere quello di porre l’accento sull’effettiva facilità d’uso delle smart Tv e sulle infinite possibilità di visione che questi apparecchi garantiscono a fronte di pochi semplici gesti.

Internet in TV? Non è semplice

Internet in Tv

A onor del vero, molti modelli di Internet Tv dispongo di un’interfaccia fredda e per nulla intuitiva, che pone il consumatore di fronte a domande che per i più suonano incomprensibili, come il tipo di connessione utilizzata o la tipologia di protezione della rete impostata. Ci sono problematiche, infatti, che l’utente medio non vuole trovarsi ad affrontare: il suo unico obiettivo è, comprensibilmente, quello di poter immediatamente usufruire del proprio nuovo televisore senza impazzire nella decodifica di immensi manuali o, nella peggiore delle ipotesi, sentire il bisogno di chiamare un tecnico. In questi casi, quindi, i produttori dovrebbero accertarsi di fornire prodotti user friendly, intuitivi e di più semplice utilizzo.

La sindrome da invecchiamento precoce

Planned Obsolescence

Prima che le smart tv si affacciassero sul mercato, un televisore era solo un televisore. Ora è anche un computer, uno strumento per fare shopping online e molto altro. La preoccupazione più grande dei consumatori riguarda la possibilità che questi affascinanti strumenti, non certo particolarmente economici, risultino obsoleti dopo solo 6 mesi o un anno. E questo non solo per la rapidissima evoluzione della tecnologia, ma anche per volontà delle case produttrici che, per mantenere sempre vivo il mercato, farebbero ricorso alla Planned Obsolence, ovvero alla consapevole produzione di strumenti dotati di un ciclo di vita a breve scadenza. È quindi compito fondamentale delle industrie dell’elettronica convincere i consumatori della solidità degli apparecchi prodotti e del loro effettivo valore, durevole nel tempo.

Assistenza tecnica vade retro

Assistenza tecnica smart tv

Chiunque abbia mai avuto a che fare con problemi di natura tecnica su qualsiasi dispositivo lo sa: vige la legge dello scaricabarile. Poniamo, ad esempio, che stiate tentando di far partire un videogame sul vostro notebook, ma questo non ne vuole sapere. Che fate? Chiamate la casa produttrice del pc e chiedete aiuto. Molto probabilmente loro vi diranno che il problema è relativo alla scheda grafica e vi consiglieranno di contattare l’assistenza tecnica dedicata. A loro volta i solerti tecnici vi diranno che è tutta colpa degli sviluppatori del videogioco e ve li indicheranno come unici possibili risolutori del vostro problema. Questi ultimi, per non smentirsi, vi rimbalzeranno di nuovo verso i produttori del vostro laptop, in un giro di giostra senza fine. Il consumatore che decide di spendere fior di quattrini per l’acquisto di una smart Tv, pretende di poter contare su un altrettanto smart-servizio di assistenza tecnica dedicata, in grado di dare risposte valide in tempi rapidi. L’industria dell’elettronica di consumo dovrà dunque assicurare alla propria clientela un servizio di alto profilo, se vuole guadagnarsi la fiducia del mercato.

Quale il reale valore?

Google TV App

Le smart tv sono state, fino ad oggi, esaltate per la loro innovazione dal punto di vista tecnologico senza però che fossero adeguatamente sottolineati i reali benefici, in termini pratici, che tali strumenti possono garantire agli utenti. Il consumatore medio, infatti, se interrogato a proposito di questi apparecchi televisivi di ultima generazione saprà dirvi di quante applicazioni potrà disporre e di quali funzionalità potrà godere, ma non sarà certo in grado di spiegarvi quali grandi vantaggi potrebbe trarne. È probabile, anzi, che si dichiari un po’ spaesato di fronte all’idea di avere a che fare con strumenti informatici anche quando è sdraiato sul divano di casa. Il più grande sforzo dei produttori di televisori di ultima generazione, dunque, consisterà nel rilanciare l’immagine di questi apparecchi e di far emergere quanto essi siano, a tutti gli effetti, smart.

lun 31/01/2011 da Tinkerbellsparkle in Televisori.

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