Safari Do Not Track, tool anti tracciamento per browser di Apple

Anche la Apple pensa alla privacy dei navigatori: lo rivela il Wall Street Journal secondo cui la prossima beta version del browser Safari, attualmente in corso di sviluppo per il sistema operativo Mac OS X Lion, conterrà uno specifico tool anti tracciamento. La casa di Cupertino segue così l’esempio di Microsoft e Mozilla, che con i propri Internet Explorer 9, grazie al Tracking Protection, e Firefox 4 avevano già implementato servizi per vietare alle pubblicità online di tracciare gli utenti e memorizzarne le abitudini di navigazione.
Il meccanismo si chiamerà Do Not Track ed è attualmente in fase di test presso gli sviluppatori. “Lo strumento è incluso all’interno dell’ultima release di prova di Lion, una versione del sistema operativo di Apple Mac OS X attualmente disponibile solo per gli sviluppatori,” scrive il quotidiano americano. “Il rilascio della versione finale del sistema operativo è in programma per questa estate. Riferimenti alla feature di non tracciabilità nel browser Apple Safari hanno iniziato a comparire recentemente sui forum di discussione online e su Twitter.” Perchè venga resa disponibile al pubblico, occorrerà però attendere la prossima estate.
Questa tecnologia pare molto simile a quella già applicata da Mozilla: una volta attivata, invierà ai server delle agenzie pubblicitarie o comunque delle società che raccolgono i dati per ragioni di marketing (il cosiddetto behavioural advertising) un segnale per bloccare i loro motori di acquisizione delle informazioni. Affinchè venga garantito il funzionamento, però, occorrerà la collaborazione dei pubblicitari, che finora hanno abilmente glissato. Questo nonostante sia in Europa che negli Stati Uniti gli organi competenti abbiano intimato di semplificare la possibilità, da parte degli utenti, di esprimere la propria volontà riguardo alla cessione o meno dei propri dati personali e sulla navigazione. Nei prossimi 18 mesi si attende addirittura un disegno di legge in merito affidato alla Federal Trade Commission USA.
Resta dunque solo Google l’unica software house a non aver ancora implementato alcun sistema per la tutela della privacy dei propri utenti. Per ora, Big G si è limitata a rendere disponibile un add-on dal nome Keep My Opt-Outs per il proprio browser Chrome, che invia ai network di advertising la richiesta di non salvare né utilizzare i propri dati sensibili. Questa scarsa attenzione da parte di Google non è casuale, visto che proprio la società di Larry Page è una delle leader nel settore dell’advertising online su misura e si può dire che abbia fatto un vero e proprio business della raccolta dei dati dei propri utenti.
ven 15/04/2011 da Fabrizio Corgnati in Privacy.
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