
Opera Software ha aggiunto l’accelerazione hardware nella prima versione Alpha del suo browser Opera 12: nome in codice Wahoo. L’accelerazione hardware offre una serie di benefici ai software di navigazione: prestazioni più elevate, più basso consumo di batteria e nuove funzionalità che sarebbero altrimenti impraticabili. Perciò non sorprende che gli sviluppatori di browser, catalizzati in parte da Microsoft Internet Explorer 9, abbiano ricostruito i loro motori per sostenere questa idea.
Ma Opera, pur non essendo la prima, ritiene di avere un approccio competitivo: infatti, utilizza l’hardware per tutti gli elementi gestiti dal suo motore Vega: font, effetti CSS, grafica Canvas 2D e WebGL 3D. La casa norvegese aveva due priorità quanto all’accelerazione, che porta il nome di un pesce veloce, come spiega Jan Standal, vice-presidente dei prodotti desktop, in un’intervista rilasciata all’evento Up North Web organizzato dall’azienda: “Primo, era più importante farlo bene che rapidamente. Secondo, volevamo raggiungere il maggior numero possibile di utenti.”
Il tentativo, infatti, è quello di rendere il browser compatibile non solo con le ultime versioni dei sistemi operativi di Windows, Mac OS e Linux, ma anche per le piattaforme più vecchie come Windows XP, che Internet Explorer 9 non supporta. Opera 12 dovrebbe essere rilasciato in forma definitiva entro la fine di quest’anno, secondo quanto ha rivelato Christen Krogh, responsabile dello sviluppo.
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