Microsoft Skype, dubbi e ragioni dell’accordo tra le società

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Microsoft Skype

Vale otto miliardi e mezzo di dollari l’acquisizione di Skype da parte di Microsoft Corporation, la più importante acquisizione nella storia del colosso del pc e la notizia dell’anno nel campo dell’Information Technology. Il sistema che ha causato il boom della tecnologia VoIP, dando vita al sogno di telefonare gratis, entra dunque nel grande gruppo di Redmond. Un affare, innanzitutto per i precedenti proprietari: il consorzio guidato dal private equity Silver Lake, da Andreessen Horowitz e dal Canada Pension Plan Investment Board ed eBay, che deteneva ancora il 30% delle quote.

Nel complesso, loro guadagneranno oltre cinque miliardi di dollari dalla vendita della compagnia telefonica online. Un prezzo apparentemente esorbitante, ai limiti dell’inspiegabile, che ha trascinato in alto gli indici di Wall Street, con un +3% per la stessa eBay. Si tratta, dunque, dell’ennesima bolla dell’high-tech o della tanto attesa ripresa dopo la crisi finanziaria? Qualche dubbio viene, se si pensa che soli 18 mesi fa il consorzio in questione aveva acquistato la maggioranza delle azioni di Skype da eBay valutando la società in due miliardi e mezzo di dollari.

Il più famoso sito di vendita online l’aveva a sua volta acquisita dai fondatori, Niklas Zennström e Janus Friis, già noti per aver fondato Kazaa, che consentiva di scaricare gratis la musica. Stupisce, dunque, che il prezzo dell’azienda sia più che triplicato in un anno e mezzo, specialmente considerando che Skype stessa, prima dell’acquisizione, aveva in programma di quotarsi in borsa con l’obiettivo di ottenere circa sette miliardi di dollari.

Un prezzo inspiegabile?

Ma, per Microsoft, si tratta prima di tutto di una mossa strategica, con l’obiettivo di migliorare la sua offerta di applicazioni e di realizzare un pacchetto integrato tra PC, dispositivi mobili e gaming costruito intorno a Skype e ai prodotti già esistenti, nella speranza di rispondere alle controffensive della concorrenza. Skype, infatti, da tempo faceva gola a diversi altri colossi come Google, Facebook e Cisco, che pure avevano offerto delle cifre molto più basse in sede di trattativa.

Sul punto dell’integrazione, insomma, si giocherà il successo o meno di quest’accordo. In passato, il gruppo di Redmond non ha brillato sotto questo aspetto: si pensi all’acquisizione di Danger datata 2008, che diede avvio al fallimentare Microsoft Kin, o a quelle più recenti di Great Plains Software e Navision. Gli analisti, consapevoli di tali non entusiasmanti precedenti, mantengono una comprensibile prudenza.

‘Per capire se Microsoft, o Steve Ballmer abbiano fatto un buon accordo, dipende dalle implementazioni che seguiranno,’ spiega Gartner. ‘Ci sono vantaggi per Microsoft, se saprà integrare in fretta la tecnologia di Skype per dimostrarne il valore. Per molti Skype è più di un VoIP, ma rappresenta un social network, è un modo per rimanere in contatto, e ciò potrebbe risultare utile per Microsoft.’

Quanto al CEO di Microsoft, il già citato Steve Ballmer, appunto, ha confermato che la decisione rientra nella volontà di puntare proprio sulle tecnologie di comunicazione, ‘il fulcro della crescita di Microsoft negli ultimi anni’, acquisendo un’azienda che ‘ha costruito un business reale’, tanto da raggiungere un fatturato valutato nel 2010 a 860 milioni di dollari, con un +20% rispetto all’anno precedente, e un Ebitda di 264 milioni, con una perdita netta di 7. Sono oggi ben 663 milioni gli utenti registrati e 154 milioni quelli attivi su base mensile.

Obiettivo integrazione

Le possibilità di sfruttare questa dote a beneficio di Microsoft sono notevoli. Qualche esempio? Kinect, l’interfaccia gestuale della Xbox, può coniugarsi alla perfezione con Skype e Windows Live Messenger per trasformarsi in una chat che permetta anche le videochiamate. E ancor più importante è la quota di mercato conquistata da Skype nel settore delle piccole e medie imprese, che utilizzano per telefonare a basso costo proprio questo servizio, in grado di trovare un posizionamento perfetto all’interno di Lync, la piattaforma di unified corporate communications già di discreto successo.

E, pur avendo confermato che Skype resterà multipiattaforma, dunque disponibile su Windows, Mac e Linux, è facile prevedere che gli sviluppi per Windows Phone saranno privilegiati, nella speranza dunque di ribaltare le previsioni che già danno il sistema operativo di Microsoft soccombente nel mercato degli smartphone, a dispetto del recente accordo con la Nokia, rispetto ai rivali iOS e Android, con il suo Google Voice.

Ultimo, ma non trascurabile aspetto dell’accordo tra Microsoft e Skype è la contestuale acquisizione del numero uno dell’azienda, Tony Bates, ex vice presidente senior della Cisco e prossimo presidente della neonata divisione Microsoft Skype. Si tratta di un manager esperto, con grande conoscenza del mondo di Internet e che potrà dare più solidità ai servizi online e al settore comunicazioni a Redmond.

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gio 12/05/2011 da Fabrizio Corgnati

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Davide
Davide 12 maggio 2011, 23:24
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ora si che il sogno di telefonare gratis va a farsi benedire… grazie bill

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DyefneekMew
DyefneekMew 17 febbraio 2012, 20:52
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