Linux Ubuntu sarà disponibile anche per tablet e smartphone

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Ubuntu

Ubuntu, la distribuzione di Linux più simile a Mac, ha rivelato le sue ambizioni di uscire dal ristretto recinto dei PC per entrare nei mercati dei tablet e degli smartphone. In occasione dell’Ubuntu Developer Summit, Mark Shuttleworth, fondatore di Canonical (l’azienda che finanzia lo sviluppo di Ubuntu), ha dichiarato che è giunto il momento giusto per spostare la distribuzione verso altri dispositivi.

Nel suo blog, Shuttleworth aggiunge anche che entro aprile 2014 Ubuntu ’sarà installato su tablet, smartphone TV e piccoli schermi da quelli dell’automobile a quelli degli uffici e li connetterà in modo pulito al desktop, al server e al cloud’. Non è la prima volta che Shuttleworth lancia grandi proclami sul futuro di Ubuntu. Nel luglio 2008, dichiarò addirittura che la sua piattaforma open source avrebbe potuto superare l’interfaccia di Apple in due anni. Tre anni e mezzo dopo, Ubuntu è sempre più simile a Mac OS X, ma non ha certo superato Apple in termini di interfaccia ed esperienza utente.

In ogni caso, Shuttleworth sottolinea che Ubuntu è ben posizionata per inserirsi in un mondo in cui l’informatica ha invaso una miriade di dispositivi, dall’automobile al salotto, grazie alla sua interfaccia utente Unity. Non è la prima volta, del resto, che Ubuntu tenta la strada delle piattaforme alternative. Infatti, l’interfaccia Unity era addirittura stata progettata appositamente per i netbook e altri dispositivi dallo schermo più ridotto. Nel corso dell’ultimo anni, Ubuntu ha aggiunto il supporto ai touchscreen e ai processori ARM.

Il problema è che un sistema operativo basato sul kernel Linux e adatto agli smartphone, ai tablet, ai sistemi automobilistici e alle smart TV esiste già e si chiama Android. Pur se utilizzato più frequentemente per telefoni e tavolette elettroniche, la piattaforma mobile di Google è diventata la base per una moltitudine di dispositivi. Inoltre, come Amazon ha dimostrato con il suo Kindle Fire, è assolutamente possibile utilizzare Android senza l’interfaccia Google o altre componenti della piattaforma.

Questo lascia Ubuntu in una posizione precaria. Questa distribuzione sta già facendo fatica a segnare un confine tra il coinvolgimento della community e una forte leadership della società Canonical. Convincere gli sviluppatori a ottimizzare le loro applicazioni per l’utilizzo su altri dispositivi potrebbe dimostrarsi difficile.

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mer 02/11/2011 da Fabrizio Corgnati

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zellbest
zellbest 2 novembre 2011, 16:09
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effettivamente Android parte da una distribuzione di linux/ubuntu, fare un secondo sistema che assomigli al primo non so quanto possa avere senso, piuttosto se android è open source si dovrebbe sviluppare meglio quella no? :)

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