Linux, open source o no?

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Linux

La notizia ha dell’assurdo ma, contemporaneamente, è piuttosto significativa: Linux, il popolare sistema operativo open source, nel corso del tempo si è evoluto moltissimo, ed il merito va ascritto perlopiù al 75% degli sviluppatori del progetto, che sono stipendiati appositamente per migliorare l’OS del pinguino, suscitando in rete un feroce dibattito sull’effettiva essenza del software libero.

L’evoluzione del kernel del sistema operativo alternativo a Windows più famoso si è sempre basato proprio sul concetto di open source, che prevede il contributo gratuito da parte degli utenti e degli appassionati, a titolo gratuito e fortemente orientato verso uno spirito collaborativo ed ‘aperto’.

Ha pertanto dell’assurdo il report di LWN, che ha mostrato dati letteralmente incredibili sulla evoluzione dell’OS del pinguino dal 2008 ad oggi, con ben 2,8 milioni di linee di codice scritte dagli sviluppatori, con oltre 55000 modifiche importanti che hanno gradualmente accompagnato il kernel Linux dalla versione 2.6.28 alla attuale 2.6.32, tuttavia, sebbene si tratti di un dato veramente sbalorditivo, è bene analizzare a fondo questi risultati.

Perchè? Il motivo è semplice: ad una attenta analisi emerge che solamente il 18% di queste linee di codice sono state scritte da appassionati volontari, un 7% non classificato ed il rimanente 75%, con grande sorpresa, risulta essere ‘firmato‘ da una miriade di programmatori pagati direttamente da alcune aziende del settore, tra cui spiccano Intel ed IBM.

Una condizione che, inevitabilmente, ha acceso il dibattito sulla vera essenza del concetto di open source, che per sua stessa definizione implica un contributo ‘aperto‘, libero da ogni interesse e frutto degli sforzi degli appassionati. Una definizione che, inevitabilmente, pare venire meno a causa della presenza di queste multinazionali che verrebbero recepite come un ‘soggetto interessato a far evolvere le distribuzioni Linux in base alle proprie necessità‘, apparendo alle community libere come una sorta di ‘collare‘ messo dalle multinazionali.

Ovviamente se questo sia vero o meno non è dato saperlo, quel che è certo è che oggi Linux è diventato, grazie al contributo di tutti, appassionati ed aziende che siano, il vero ed unico rivale di Windows, lo ha fatto con il contributo di tutti e, come al solito, le comunità del web ne sono inevitabilmente i custodi.

sab 23/01/2010 da Andrea Garroni

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