Google Music vs iTunes su iCloud vs Amazon Cloud Player, differenze tra i servizi

Con il suo iTunes su iCloud, presentato ufficialmente da Steve Jobs nel corso del suo keynote introduttivo alla World Wide Developers Conference 2011 presso il Moscone Center di San Francisco, anche la Apple ha finalmente fatto il suo ingresso nell’arena della musica su cloud. I due concorrenti si chiamano Google Music Beta e Amazon Cloud Player. Ma quali sono le caratteristiche peculiari dei tre servizi? Ve le presentiamo mettendoli a confronto.
Capacità
L’unico di questi sistemi a porre un limite alla capacità di memorizzazione è Music Beta by Google, che fissa il tetto a 20.000 canzoni, tutte da caricare sui server di Google. Nel caso di Amazon Cloud Player, non c’è alcun limite, ma solo per gli acquisti effettuati tramite Amazon. Per tutte le altre canzoni, non si può andare oltre un plafond che va dai 5 GB ad 1 TB (tra le 740 e le 152.000 canzoni). Anche in questo caso, i brani vanno tutti caricati sui server di Amazon. Nel caso di iTunes su iCloud, non esiste limite per i pezzi acquistati su iTunes, che sono già memorizzati direttamente sul cloud, senza che l’utente li debba caricare. Lo stesso vale per gli iscritti a iTunes Match, che identifica automaticamente anche le canzoni scaricate tramite altri sistemi, come Torrent, P2P o CD-rip. Insomma, le uniche canzoni che devono essere caricate sono quelle non riconosciute dal sistema: in questo caso il limite è di 25.000 pezzi. Per quanto riguarda iCloud, c’è poi un tetto separato di 5 GB riservato solo a documenti, mail e backup.

Costo
Google Music Beta è gratuito, ma per ora riservato solo agli utenti invitati. Amazon Cloud Player è anch’esso gratis, ma con il tetto di 5 GB. Se si vuole salire a 20, bisogna pagare 20 dollari all’anno, mentre per 1 TB i dollari annuali diventano ben 1000: tuttavia, le canzoni acquistate tramite Amazon sono conteggiate al di fuori di questo limite. Quanto a iTunes su iCloud, anch’esso non costa nulla per la musica acquistata tramite iTunes. Il servizio iTunes Match, che riconosce le canzoni scaricate tramite altri sistemi e le identifica con quelle caricate sui server di Apple in modo da renderle disponibili fino a 10 dispositivi, costa 24,99 dollari all’anno.

Opzioni offline
Su Music Beta by Google, le canzoni ascoltate di recente sono automaticamente memorizzate in cache per poter essere ascoltate offline sugli smartphone o i tablet Android. In più, è possibile selezionare manualmente le singole canzoni o gli album per essere ascoltati offline, ma non c’è la possibilità di scaricare i brani su un diverso computer. Al contrario, Amazon Cloud Player dà la possibilità di scaricare tutti i pezzi su diversi computer o dispositivi senza alcun problema. Per iTunes su iCloud, esiste una via di mezzo: tutte le canzoni possono essere scaricate senza costi aggiuntivi, ma solo sui dispositivi autorizzati, che nel caso delle canzoni riconosciute tramite iTunes Match non possono essere più di 10. Esiste inoltre una sincronizzazione automatica tale per cui tutte le canzoni acquistate su iTunes vengono poi scaricate anche sui dispositivi mobile.

Musica gratis e store
Sia Amazon Cloud Player che iTunes on iCloud offrono occasionalmente alcune canzoni gratuite e hanno il proprio store da cui scaricare i brani. Google Music Beta offre invece alcuni sample gratuiti durante l’installazione iniziale, ma non è dotato di alcuno store.
Altre caratteristiche
Google Music Beta consente di creare playlist personalizzate che possono essere sincronizzate con il cloud e in più ha la funzione di intelligent mix. Amazon Cloud e iCloud, invece, sono servizi di cloud computing che si estendono oltre la semplice musica, permettendo anche di memorizzare documenti, foto, mail, calendari e contatti.
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ven 10/06/2011 da Fabrizio Corgnati in Amazon, Cloud Computing, Musica digitale.
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Penso sia utile una guida per capire meglio gli aspetti giuridici delle applicazioni Cloud.
http://issuu.com/gabbo70/docs/agtca