
Google Chrome è il primo browser ad avere lanciato la tendenza, poi abbracciata anche da tutti gli altri rivali, alla rapidissima evoluzione delle proprie generazioni: dopo poche settimane dall’arrivo definitivo della versione 12, infatti, gli sviluppatori del progetto Chromium hanno già rilasciato la Beta della versione 13 e, praticamente in contemporanea, la dev della versione 14.
Questa rapidità di sviluppo, tuttavia, non impedisce a Mountain View di pensare anche più in grande e a lungo termine. Infatti, per il futuro più remoto del proprio software di navigazione, Big G ha già in programma ricche e interessanti novità.
Native Client, la nuova base di Google Chrome
Il primo passo della ricostruzione dall’interno di Google Chrome è quello di porre delle fondamenta più solide, dal nome di Native Client. Si è cominciato, come rivelò a maggio Linus Upson, vice presidente del team degli ingegneri di Chrome, in occasione della conferenza Google I/O, con un modulo integrato per la visualizzazione dei documenti PDF.
E già da qui sono cominciati alcuni problemi, per esempio con il rendering della barra di scorrimento, l’integrazione con Gmail, il caricamento e il passaggio del puntatore sui link. Alcuni di questi verranno risolti in tempo per la versione di Google Chrome 14. Ma non si tratta che della prima fase del progetto NaCl.
Più in generale, si tratta di una tecnologia che permette di far girare le applicazioni JavaScript incluse nelle pagine web con le prestazioni di un software nativo scritto per un particolare sistema operativo e processore. Per ora, si tratta solo di un plug-in, con la cosiddetta interfaccia Pepper, che permette di accelerare le Web applications, ma presto sarà l’intero Chrome ad essere ricostruito a partire da Native Client. Un lavoro lungo e ancora fortemente in progress.
Videochiamate su Google Chrome per sfidare Skype
Da qui l’idea di rendere Google Chrome non solo un browser, ma un vero e proprio prodotto integrato in grado di offrire funzionalità che vanno oltre la semplice navigazione. La più interessante è quella che riguarda la comunicazione in tempo reale, con chiamate vocali e videoconferenze su Google Chrome, grazie all’infrastruttura del progetto WebRTC.
L’obiettivo di questo gruppo interno di sviluppatori lo spiega direttamente uno di essi, Henrik Andreasson: ‘La nostra missione è quella di fare in modo che Chrome possa utilizzare RTC attraverso l’impiego di semplici API JavaScript. Stiamo lavorando alacremente per integrare il supporto per RTC direttamente in Chrome.’
WebRTC, frutto dell’acquisizione dell’anno scorso di Global IP Solutions da parte di Google, utilizza due codec audio, iSAC e iLBC, utilizzati rispettivamente a seconda che l’utente abbia a disposizione una connessione a banda larga o stretta. Per il video, invece, si punta sul già testato codec VP8, utilizzato anche per il precedente WebM.
WebRTC sarà dunque un progetto ad architettura aperta, che non solo potrebbe essere abbracciato anche da altre aziende come Mozilla e Opera, ma anche utilizzato e attivato nelle applicazioni o nei siti sviluppati da terze parti. Caratteristiche che fanno scommettere molti osservatori sul possibile successo di questa iniziativa, in grado anche di infastidire la stessa Skype, recentemente acquisita dall’acerrimo rivale Microsoft.
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