
La chiamano già ‘chromoting’, una fusione tra il nome Chrome del browser di Google e ‘remoting’, la nuova funzione rilasciata venerdì scorso dal colosso di Mountain View dopo mesi di lavoro. L’estensione in questione si chiama Chrome Remote Desktop: è ancora in versione Beta, ma ha già attratto l’interesse di numerosi utenti, poichè promette di controllare da remoto un altro computer collegato in rete.
Si tratta insomma di un equivalente browser-based dei software di desktop remoto nei sistemi operativi convenzionali: programmi molto utilizzati, per esempio, dagli amministratori informatici per gestire le macchine dei dipendenti, o anche dai semplici utenti per accedere ai loro computer da remoto.
‘Chrome Remote Desktop Beta è la prima versione di una funzionalità che permette agli utenti di accedere da remoto ad un altro computer attraverso il browser Chrome o un Chromebook,’ si legge nella nota di release. ‘Chrome Remote Beta è completamente cross-platform, perciò si può connettere qualsiasi due computer che abbiano un browser Chrome, tra cui Windows, Linux, Mac e i Chromebook.’
Quest’ultimo aspetto è stato probabilmente un fattore molto importante nello sviluppo della tecnologia. Il sistema operativo Google Chrome OS è rivolto in parte alle organizzazioni che vogliano ridurre i loro costi di amministrazione informatice e la gestione da remoto è un fattore importante nel raggiungimento di questo obiettivo.
La tecnologia per ora è limitata, perciò questo permesso deve essere garantito ogni volta in cui si attiva l’amministrazione da remoto: ‘Questa versione consente agli utenti di condividere o di accedere a un altro computer con un codice di autenticazione una tantum. L’accesso è consentito solo alla persona specifica che l’utente identifica e solo in quell’occasione e la sessione di condivisione è pienamente sicura.’
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