Gli smartphone e i cellulari che riconoscono i movimenti

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Gli smartphone e cellulari presto saranno in grado di riconoscere i movimenti del padrone e di accendersi automaticamente. Si tratta dell’invenzione molto curiosa, ma allo stesso tempo piuttosto interessante, messa in opera da Mauro Conti, ricercatore dell’università di Padova in collaborazione con un altro collega di Trento, Bruno Crispo. I due studiosi sono riusciti ad eliminare l’inconveniente della password che viene utilizzata per sbloccare i dispositivi mobili. Non serve più il codice, basta il movimento del proprietario dello smartphone.

I ricercatori sono partiti dalla considerazione che consiste nel fatto che ognuno di noi compie un momento specifico, differente da quello messo in atto dagli altri nel momento in cui prende in mano il proprio cellulare per sbloccarlo. Per questo basta dotare gli smartphone di particolari sensori, in grado di prendere in considerazione il movimento dell’utente come segno di riconoscimento.

Il risultato è rappresentato da un’invenzione straordinaria, per la quale è stato approntato anche un brevetto. D’altronde, come hanno spiegato gli inventori, il margine d’errore è davvero minimo sui test che sono stati effettuati fino ad ora, perché il cellulare è in grado di memorizzare e di riconoscere il movimento e la forza messa in atto nell’azione di sbloccare lo smartphone.

Si tratta di un metodo che va a vantaggio anche della sicurezza. A questo proposito Mauro Conti ha fatto notare:

“E’ un vantaggio indubbio sugli altri metodi innovativi che alcune aziende stanno studiando, oltre al fatto che è un metodo più trasparente dell’impronta digitale e della scansione della retina. Per trasparenza intendo dire che passare il dito è un’operazione volontaria, consapevole, come lo è il digitare la password. La scansione della retina o l’appoggiare un dito rischiano di essere azioni che si compiono involontariamente.”

I due ricercatori hanno intenzione di ottimizzare la loro invenzione e sono già in contatto con le più importanti case di produzione degli smartphone di tutto il mondo. Non resta che seguirne gli sviluppi.

Foto di Phil Roeder

mer 11/01/2012 da Giorgio Rini in Cellulari.

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