Come scegliere una videocamera digitale, guida all’acquisto

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Una videocamera digitale

Quanto è difficile scegliere una videocamera digitale? Avete sempre sognato di ripercorrere le orme dei vostri registi cinematografici preferiti? Vi sentite potenziali videomaker in erba? O semplicemente non vedete l’ora di immortalare i vostri momenti indimenticabili e magari, perché no, condividere il vostro lavoro su YouTube? Niente di più semplice: oggi sono in commercio videocamere digitali di dimensioni e costi ridotti, che consentono però di ottenere risultati in termini di riprese ottenibili in passato solo da apparecchi di ben più alta gamma. Orientarsi tra le varie soluzioni offerte dal mercato non è però sempre così semplice. Ecco una pratica guida all’acquisto con i parametri più importanti da tenere in considerazione.

Dimensioni e peso

La prima caratteristica da valutare con attenzione è la forma e la maneggevolezza della videocamera. I formati presenti sul mercato sono essenzialmente tre, che si distinguono per impugnatura: a sviluppo verticale, orizzontale e “easy shooting”. Il primo è il formato più miniaturizzato e, dunque, anche più recente. E’ ideale per rapidità e praticità d’uso, ma spesso le caratteristiche costruttive risentono in negativo degli ingombri limitati.

Le videocamere a sviluppo orizzontale sono invece più tradizionali, con impugnatura laterale. La struttura è più ingombrante, ma permette di ottenere risultati migliori anche in termini di ottica ed è più solida e stabile. Importante però che non sia troppo pesante, perchè ricordate che dovrete tenerla in mano o al collo anche per parecchio tempo. L’”easy shooting” è una sorta di ibrido, che vuole concentrare i vantaggi di entrambe le soluzioni. Il corpo macchina è suddiviso in due parti che ruotano indipendentemente, così da direzionare a piacere l’impugnatura. Ce ne sono in commercio di modelli anche molto diversi, quindi prima di acquistarla conviene sempre fare una prova.

Supporti di registrazione

La seconda suddivisione è quella per formato di registrazione. Oggi come oggi si trovano ancora in commercio i camcorder con registrazione su nastro, pur se soppiantati ormai dai formati puramente digitali. La più diffusa tra le classiche cassette è la Mini-DV, di dimensioni ridotte e semplice da conservare, in grado di registrare circa 60 minuti di filmato in definizione standard (ma è possibile modificare la velocità di registrazione per aumentare questo tempo, senza ridurre eccessivamente la qualità dell’immagine). Il collegamento con il televisore è garantito attraverso un cavo: in questo caso, però, i problemi si pongono nel momento in cui si vuole rivedere il filmato su un apparecchio diverso. Occorre infatti dotare il proprio PC di una scheda di acquisizione per poter riversare il video in formato digitale e masterizzarlo su un DVD. Le MiniDV sono comunque compatibili con tutti i software di video editing, molto affidabili ed economiche.

Ci sono poi le videocamere che registrano direttamente su DVD, anche se di dimensioni ridotte rispetto a quelli standard. Si va da un tempo di registrazione di 18-20 minuti per il single layer a tempi addirittura doppi per i double layer. Un’ulteriore differenziazione è quella tra formato DVD-R, che può essere utilizzato una sola volta, e DVD-RW, che invece può essere riutilizzato, ma non è compatibile con tutti i lettori. Un altro supporto fisico è la memory card o scheda di memoria (in genere Secure Digital). Sono poco ingombranti e possono immagazzinare fino a 32 GB di filmati (circa otto ore a risoluzione standard o quattro in alta definizione, la cosiddetta HD). Di solito queste videocamere sono compatte e dotate di porta USB per il collegamento diretto al PC, ma il costo specifico per GB delle memorie è piuttosto elevato.

Al contrario, l’hard disk sta prendendo sempre più piede perchè garantisce un costo a GB decisamente minore e una capacità di memorizzazione che raggiunge tranquillamente i 60 GB, ossia ben quattordici ore di riprese. Con un disco fisso interno, una volta acquistata la videocamera non è più necessario dotarsi di altri supporti di memoria e l’editing può avvenire direttamente a bordo camera: tuttavia, è consigliabile dotarsi di un PC sul quale andranno scaricati i video una volta raggiunto il limite di memoria. In sostanza, la scelta del supporto di memorizzazione dipende molto dalle necessità di utilizzo e dalla durata prevista delle registrazioni.

Zoom

Lo zoom è uno degli elementi che influisce in modo più rilevante sul prezzo della videocamera. Ne esistono di due tipi: quello ottico, che è a tutti gli effetti un componente dell’obiettivo, formato da una serie di lenti che si muovono avanti e indietro, e quello digitale, che invece elabora in tempo reale i pixel del filmato, aumentando le capacità dello zoom ma allo stesso tempo degradando la qualità dell’immagine.

Per evitare confusione, dunque, non badate troppo alle diciture come ‘500x digital zoom’, un’abile mossa di marketing da parte del costruttore, ma che non chiarisce effettivamente quanta parte di tale ingrandimento venga realizzato tramite zoom ottico. In genere, uno zoom ottico da 10x è più che sufficiente per le necessità più comuni, mentre il digitale può essere ritenuto un interessante optional che permette di catturare dettagli altrimenti irraggiungibili. Se si utilizza invece uno zoom ottico molto potente, l’immagine potrebbe risultare piuttosto ‘ballerina’, quindi è consigliabile dotarsi di un cavalletto oppure di uno stabilizzatore ottico d’immagine (nella maggior parte delle camere c’è solo quello digitale).

CCD e luminosità

Il CCD, ovvero charge coupled device, è il cuore della nostra videocamera: si tratta di quel chip che cattura le immagini e le trasforma in segnali elettrici. Dal numero di pixel contenuti sulla superficie del sensore dipende dunque la qualità e la definizione dell’immagine. Anche se nel caso di formato DV la risoluzione massima è 720×576 (circa 415.000 pixel), non è consigliabile scendere sotto gli 800.000, valore molto comune che rappresenta un buon compromesso. Esistono comunque in commercio anche videocamere, di fascia alta, dotate di tre CCD per ciascuno dei colori fondamentali: molto più costose, ma di qualità nettamente superiore.

Se si parla di luminosità, invece, la specifica tecnica da considerare è la sensibilità, espressa in Lux. Attenzione: questa caratteristica rappresenta la capacità della videocamera di ottenere un’immagine nitida di un oggetto illuminato almeno con il numero di Lux indicato. Pertanto, più il numero è basso, migliori saranno le prestazioni della telecamera in condizioni di scarsa illuminazione. Generalmente, le macchine di dimensioni ridotte danno risultati più scarsi, mentre quelle di gamma più elevata consentono di ottenere immagini più accettabili anche con poca luce. Ma i miracoli non si possono fare, se non orientandosi decisamente su apparecchiature professionali.

Monitor e mirino

Anche qui, le videocamere compatte non si possono permettere uno schermo di elevata qualità, mentre su quelle più grandi i produttori hanno investito molto per migliorarne la qualità. Non sottovalutate mai l’importanza di un display ampio e chiaro nel controllo delle proprie riprese. Più che la risoluzione (poco elevata, che va dai 100 ai 300.000 pixel), il valore che conta è proprio quello della dimensione. Ideale sarebbe avere una diagonale superiore ai 3 pollici, anche se sappiate che la dimensione del display incide molto sul prezzo finale del camcorder.

Il lato negativo è che il display provoca un consumo elevato della batteria e può scurirsi troppo in caso di sole forte (anche se i modelli più recenti hanno delle tecnologie che limitano questo effetto). Quando il puntamento con il solo monitor LCD risulta difficoltoso, insomma, non resta che utilizzare il mirino ottico: dunque, è opportuno che la nostra videocamera ne sia dotata. In molte macchine anche il mirino è realizzato tramite display a cristalli liquidi, a colori e con informazioni in sovraimpressione.

Opzioni e accessori

Immancabili sono ovviamente le batterie (consigliato sempre dotarsene di una di riserva, perchè l’autonomia è di circa un’ora): le tipologie più diffuse sono NiMH, NiCad, Li-Ion (Ioni di Litio, più leggera). Un altro optional utile è la predisposizione al collegamento di un microfono esterno, accessorio costoso ma che migliora sensibilmente la qualità dell’audio. I microfoni interni sono infatti stereo e dunque registrano anche i suoni in prossimità della videocamera.

Nel caso di riprese di interni (anche cerimonie come matrimoni o battesimi), può essere necessario utilizzare una lampada, da applicarsi all’apposito attacco. Se l’illuminatore non utilizza una sua batteria esterna ma è alimentato direttamente dalla videocamera, prestate attenzione al fatto che il consumo di energia di questo accessorio è notevole. Per aumentare le possibilità di ripresa, poi, si possono utilizzare obiettivi aggiuntivi come teleobiettivi o grandangoli di diverse misure. E infine, non dimenticate la borsa per proteggere la vostra preziosa videocamera e tutti i suoi accessori!

lun 21/02/2011 da Fabrizio Corgnati in Videocamere.

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