
Con l’arrivo dei primi Chromebook presso Google I/O, il sistema operativo cloud di Google, Chrome OS, è diventato finalmente realtà. Nei negozi non è destinato ad arrivare prima di giugno, ma di lui si parla ormai da tempo, specialmente per la sua filosofia innovativa che punta tutto sulla velocità e sulla sicurezza. Ma c’è chi non nasconde i propri dubbi. Avendo per le mani un sistema operativo di grande successo come Android, che può contare sul 35% delle quote di mercato, ha davvero senso che Big G si concentri su altri OS?
Tale domanda è tanto più pressante se si pensa che Google ha appena rilasciato per i tablet la versione 3.1 di Android Honeycomb, che rende possibile tramite porta USB collegare alle tavolette elettroniche periferiche come mouse, tastiere, controller di gioco e altro ancora, rendendoli di fatto più simili a dei mini-PC che ai loro fratelli minori smartphone. Ma per capire meglio le motivazioni che stanno dietro alla scelta di Google, bisogna fare un confronto più ravvicinato tra i due sistemi operativi.
Netbook vs smartphone
Android è un sistema operativo concepito principalmente per i dispositivi mobili: questo significa che il 90% dei prodotti Android oggi sul mercato sono del segmento mobile. Google Chrome OS, invece, si rivolge ai netbook e ad altri computer leggeri. Lo ha chiarito lo stesso CEO di Google, Eric Schmidt, durante un recente discorso al Summit Web 2.0, dicendo che Chrome OS sarà destinato a ’soluzioni con tastiera che sono della tradizionale varietà dei PC’, mentre Android è ‘ottimizzato per cose che coinvolgono in qualche forma il touch’.
Una visione simile è quella espressa nella loro descrizione iniziale di Chrome OS dagli ingegneri di Google: ‘Android è stato progettato fin dall’inizio per funzionare su una varietà di dispositivi dai telefoni ai set-top box ai netbook. Google Chrome OS è creato per le persone che trascorrono la maggior parte del tempo sul web ed è progettato per equipaggiare computer che vanno dai piccoli netbook ai sistemi desktop full-size’.
Questo è il focus di entrambi i sistemi operativi, almeno per ora. Il co-fondatore Sergey Brin ha suggerito che Android e Chrome OS potrebbero un giorno convergere, ma restano comunque alcune difficoltà, per esempio per lo sviluppo delle applicazioni. Un conto è concentrarsi su dispositivi dalle capacità e specifiche simili, ma avere un sistema operativo che spaziasse dagli smartphone ai netbook renderebbe molto complesso il lavoro degli sviluppatori o la ricerca della giusta app per il proprio dispositivo sull’Android Market.
Nuvola sì, nuvola no
Android è un sistema operativo cosiddetto ‘nativo’, ossia le applicazioni sono installate sul telefono. Google Chrome OS funziona invece quasi interamente con un collegamento in rete. Infatti, questo firmware non consente di installare programmi o di memorizzare molti dati in locale; invece, tutte le applicazioni vengono lanciate dal web e tutte le informazoni, comprese preferenze e impostazioni, sono anch’esse online.
Da un lato, questo fa di Chrome OS un sistema operativo probabilmente inadatto ad un computer primario, ma preferibile per un dispositivo utilizzato in movimento. Dall’altro, lo rende totalmente impossibile da utilizzare su uno smartphone o un tablet: immaginate come lieviterebbe la vostra bolletta a fine mese con una richiesta di banda Internet così massiccia!
Velocità e sicurezza
Lo scopo di Chrome OS non è solo quello di utilizzare le app sviluppate con HTML 5, come alcuni sembrano indicare. Con l’arrivo del Google Web Store, infatti, si potrà utilizzare una web app su qualsiasi dispositivo che avrà un browser Chrome. Non dimentichiamo la ragione principale per cui Chrome OS ha causato tutto questo interesse all’annuncio: con la sua strategia cloud-centrica, dovrebbe infatti caricarsi in appena tre secondi. E poichè le vostre applicazioni e dati personali non saranno caricati sul sistema, avrete poco da preoccuparvi in termini di virus e altre minacce alla sicurezza. Un punto sul quale Android non può competere.
Interfaccia
A differenza di Android, Chrome OS utilizzerà un’interfaccia scarna e semplicistica, molto simile a quella del browser Chrome. ‘Quando la gente guarderà a Chrome OS, penserà di avere di fronte solo un browser, nulla di più,’ ha dichiarato Upson al Times. ‘Esattamente. E’ solo un browser, questo è il punto.’ Questa sarà dunque la finestra che vi troverete davanti quando avvierete Chrome OS.
Le app gireranno in tab separate, proprio come quelle del browser, che potranno essere spostate in diverse finestre, come le pagine web. In fondo allo schermo, riceverete le notifiche per le nuove email, messaggi istantanei e così via.
Compatibilità
D’altro canto, Chrome OS non è Android, ciò significa che le applicazioni di Android non funzioneranno su Chrome. Tali app, infatti, devono essere installate localmente su un dispositivo per funzionare, mentre Chrome OS gestisce solo applicazioni web-based. Allo stesso modo, Chrome OS non sarà compatibile con il software standard da PC, ma solo con applicativi come Gmail, Google Docs o Microsoft’s Office 365 suite, per esempio.
Aggiornamenti
La filosofia di Chrome OS impedirà effettivamente alle applicazioni di alterare il sistema operativo: infatti, le componenti chiave di Chrome OS saranno memorizzate in una memoria di sola lettura. Il software si aggiornerà regolarmente e in automatico, sistemando tutti i moduli corrotti e così impedendo, almeno in teoria, tutti i crash e altri problemi legati al software.
Insomma, lo abbiamo capito: Android e Chrome OS sono due sistemi operativi profondamente diversi, non mutualmente esclusivi ma destinati invece a coesistere. Esattamente come capita per Windows e Windows Phone della Microsoft, Mac Os X e iOS della Apple. E, anche se, come abbiamo sentito, Google ha annunciato una maggior convergenza dei due sistemi operativi in futuro, è probabile che Android tenderà a convergere verso Chrome OS, piuttosto che il contrario. Perciò, appassionati di Android, preparatevi a fare un passo indietro.
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