
Apple e Samsung continuano nella loro battaglia legale a colpi di brevetti e, tra un’accusa e l’altra, spuntano anche delle curiosità interessanti sul passato delle due società. Nel 2010, i due colossi dell’high tech avevano intavolato una trattativa da 250 milioni di dollari per appianare le divergenze. Nell’ottobre del 2010 Apple chiese a Samsung una quota di 30 dollari per ogni smartphone e 40 dollari per ciascun tablet venduto. Apple ha giustificato la richiesta sostenendo che i prodotti della casa coreana avevano copiato l’iPhone e l’iPad. Dal rifiuto della casa sud-coreana, è iniziata la guerra legale che da giorni occupa le pagine dei giornali di tutto il mondo.
Questo retroscena, uscito in sede giudiziaria, è solo l’ultimo tassello delle lunghe trattative tra Apple e Samsung per tentare di risolvere la questione. Se Samsung avesse accettato la proposta di Apple, la firma dell’accordo sarebbe costata alla casa asiatica circa 250 milioni di dollari. Nel 2012, l’iPhone iniziava ad imporsi ed erano i tempi in cui Samsung aveva iniziato a puntare molto sul mondo mobile e soprattutto sul sistema operativo Android. Dato che Samsung aveva sempre rappresentato un ottimo fornitore per l’azienda di Cupertino, i dirigenti Apple avevano proposto un accordo per mantenere un buon rapporto. La cose però hanno preso una piega diversa, e ora, il rapporto va avanti a colpi di denunce.
La questione è sempre la stessa, nella produzione degli smartphone Galaxy e del tablet Samsung Galaxy, sono stati copiati i prodotti Apple?. Al di là del design e delle tecnologie usate dai colossi dell’high tech, al processo è sorta un’altra interessante questione: Apple sostiene che “Android stava cercando di indurre altri a utilizzare la tecnologia brevettata di Apple“. I legali della mela dichiarano che il comune denominatore di tutte le violazioni di brevetti ai danni di Apple sia il sistema operativo di Mountain View. Dopo aver puntato il dito contro Samsung, Apple adesso vuole dimostrare che, in fondo, la colpa è tutta di Google e del suo Android.
I legali dell’accusa hanno sottoposto alla giuria decine e decine di documenti che sembrano dimostrare come sia Android (e quindi Google), a spingere le case produttrici di smartphone a violare i brevetti registrati da Apple. Nel frattempo, il processo va avanti e il giudice Lucy Koh sembra essere dell’idea che, i dodici giurati che emetteranno il verdetto, abbiano abbastanza prove e documenti per valutare il caso. Il dibattito andrà avanti un’altra settimana poi, martedì prossimo, la giuria si ritirerà per stabilire un verdetto. Questa epopea legale potrebbe risolversi in un nulla di fatto o mettere in ginocchio Samgung. Se ciò accadesse, tutti gli smartphone Android sul mercato sarebbero a rischio.
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